"L’intervento psicologico con il bambino e l’adolescente… un percorso da costruire insieme”

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Piccolissimo ma competente: quante cose sanno fare i neonati!

crescitaUn tempo si credeva che il neonato nascesse con pochissime competenze. Questa visione è stata completamente abbandonata in seguito alle numerose ricerche che hanno dimostrato che il bambino è fin dalla nascita attivamente coinvolto nell’interazione con l’ambiente fisico e sociale.

Ma vediamo più nel dettaglio quali sono queste competenze!

VISTA

Il bambino nasce miope ma vede molto di più di quello che si pensava un tempo. Non solo vedono, ma sono addirittura in grado di distinguere oggetti e immagini. In particolare, lo stimolo preferito dai neonati è il volto. E indovinate quale volto preferiscono già 24 ore dopo la nascita? Ma certo, è quello della mamma!!

UDITO

Già i feti di 26-28 settimane reagiscono ai rumori forti muovendosi! I neonati distinguono la voce materna da quella di uno sconosciuto e addirittura preferiscono ascoltare le storie raccontate dalla madre ad alta voce nelle ultime settimane di gravidanza piuttosto che storie nuove !!!

GUSTO E OLFATTO

I neonati distinguono le differenze di sapore e odore poco tempo dopo la nascita. Tra il latte materno e il latte di un’altra donna, quale preferiranno? Una ricerca ha dimostrato che preferiscono il latte materno (quindi riescono a distinguerne l’odore).

APPRENDIMENTO E MEMORIA

Le prime forme di apprendimento e memoria sono quindi presenti anche nel periodo fetale (il bambino, per riconoscere la favola raccontata dalla madre in gravidanza deve prima di tutto averne memorizzato le caratteristiche).

LE CAPACITA’ INTELLETTIVE E DI ADATTAMENTO

Nei primi tre mesi di vita il neonato acquisisce un maggiore controllo sui suoi stati di vigilanza (sonno-veglia), sviluppa le capacità di sollecitare le coccole e le attenzioni dei genitori, il pianto acquisisce una funzione comunicativa (quando piange così è perché ha fame, adesso piange perché ha sonno…), pian piano sviluppa anche la capacità di auto-consolarsi, presta sempre più attenzione ai genitori e gioca con loro.

In ogni caso, ricordiamoci che 

“Lo sviluppo del bambino non è un processo lineare in cui esistono tappe e competenze acquisite meccanicamente a determinate età , ma è un processo tortuoso e complesso, con momenti di rapido sviluppo alternati a fisiologiche regressioni, che ogni bambino interpreta con il suo carattere e la sua storia, che si intrecciano con la storia e la cultura della sua famiglia.” (Cit.)

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