"L’intervento psicologico con il bambino e l’adolescente… un percorso da costruire insieme”

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Lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo nella prima infanzia

crescita

Nei primi tre mesi di vita il neonato è soprattutto recettivo verso gli stimoli esterni: inizialmente sono i genitori che conferiscono significati sociali al suo comportamento (soprattutto a pianto e sorriso) e questo gradualmente gli consente di iniziare a costruire le sue competenze. Ad esempio nel secondo mese di vita inizia a reagire in modo preferenziale a chi riesce a tranquillizzarlo, compare il sorriso sociale, inizia a comprendere le prime abitudini, ad attendere, a incuriosirsi verso il suo corpo.

Tra i 3 e i 6 mesi il bambino inizia a capire di essere distinto e separato dall’ambiente e proprio in questo periodo compaiono le prime emozioni (circospezione, riso attivo, piacere, rabbia, gioia, sorriso selettivo, protesta alla separazione con il genitore). Iniziano i primi scambi sociali con i genitori e viene scoperto l’effetto delle azioni (es. sbattere un sonaglio per sentire il suono) ed comincia ad anticipare quello che potrebbe succedere. Sottolineo che tutte queste competenze sono in fase di acquisizione, quindi potrebbero essere discontinue e soprattutto necessitano di molta concretezza e semplicità.

Tra gli 8 e i 13 mesi il bambino mostra sempre più iniziativa negli scambi sociali, soprattutto proponendo le sue attività preferite, esplora in modo attivo l’ambiente e crea legami di attaccamento sempre più specifici. Questo porta alla comparsa dell’ansia da separazione, della paura e dell’umore irato. A livello cognitivo inizia a scoprire nuovi mezzi, cerca l’oggetto nascosto, imita nuove risposte e comincia gradualmente ad anticipare le conseguenze. Bisogna tenere presente che la memoria del bambino in questa fase è ancora implicita e la capacità di rievocare è ancora embrionale. Nel primo anno di vita il bambino è in grado solamente di distinguere il tono affettivo delle persone e le espressioni facciali che manifestano.

Dai 13 ai 18 mesi aumentano l’iniziativa e l’autoaffermazione, il bambino inizia a capire le proibizioni e quindi a conformarsi o a sfidarle. Compaiono inoltre l’esultanza per i propri successi, la vergogna, l’opposizione e la collera. Il bambino inizia a sperimentare in modo attivo attraverso prove ed errori per risolvere problemi e inventare nuovi mezzi. La comparsa del linguaggio aiuta il bambino a iniziare a comprendere i suoi stati emotivi e a interpretare quelli degli altri. Non è comunque ancora completa la consapevolezza rispetto alle proprie azioni ed emozioni.

Dai 19 ai 24 mesi il bambino inizia a sviluppare l’empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri (questa è una competenza complessa che si svilupperà lungo tutto lo sviluppo). Il gioco costituisce in questa fase una palestra per esercitarsi ad interagire con gli altri mediante l’uso di regole stabilite socialmente e culturalmente. bambino impara ad esprimere, capire e regolare le proprie emozioni attraverso le interazioni sociali (con i genitori, altri adulti, fratelli, coetanei…). In questo periodo emergono il fare male intenzionale e il gioco simbolico (fare finta di…). Questa fase di sviluppo è importantissima perché vi è un salto cognitivo enorme: prima il bambino poteva solo agire sulla realtà, ora è in grado di pensarla, descriverla, spiegarla e prevederla.

Nel terzo anno di vita solitamente esplode il linguaggio, compaiono l’orgoglio, il senso di colpa e l’amore. In questa fase è fondamentale la ricerca dell’autonomia. Il bambino gradualmente può iniziare a comprendere le esigenze dei genitori pur essendo ancora molto concentrato su se stesso. Inizia inoltre a parlare di più del proprio passato iniziando a costruire una propria storia personale. Il linguaggio consente di rielaborare le proprie esperienze e di condividerle con altri. Solo alla fine del terzo anno di vita il bambino inizia a maturare la capacità di modificare le proprie espressioni emotive per adeguarsi alle aspettative sociali e alle regole del suo contesto.

Fonti:

  • L’assessment psicologico nella prima infanzia (Bonichini, Axia)
  • Psicologia della prima infanzia (Arace)
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