"L’intervento psicologico con il bambino e l’adolescente… un percorso da costruire insieme”

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IL BAMBINO RIFIUTATO

bullismo“La mia compagna ha invitato tutti alla festa di compleanno tranne me…”

L’amicizia ha un’importanza fondamentale per i bambini nel periodo della scuola elementare. In questi anni i bambini partecipano a interazioni positive più ricche e strutturate in gruppi di coetanei, dove la loro capacità di comportarsi da amici continua ad evolversi man mano che imparano a superare le situazioni problematiche connesse alla competizione, alla conformità e al successo. La maggior parte dei bambini incontra prima o poi qualche difficoltà con i coetanei, ma spesso questi problemi di relazione durano poco e rappresentano importanti esperienze di apprendimento. Il rifiuto cronico invece crea molte sofferenze, come assenze scolastiche ingiustificate, problemi emozionali (ad esempio ansia e depressione), problemi comportamentali.

Non esiste un profilo particolare del bambino rifiutato, tuttavia esistono certi tipi di comportamenti che aumentano le possibilità di rifiuto. Questi sono la carenza di comportamento prosociale (come la cooperazione, la regolazione delle emozioni, la sensibilità sociale), l’eccesso di comportamento aggressivo/disturbante, l’eccesso di comportamento disattento/immaturo, l’eccesso di comportamento ansioso/evitante.

Il rifiuto dei compagni è comunque un processo interattivo, infatti non dipende solamente dalle difficoltà del bambino rifiutato che innescano le reazioni negative degli altri bambini, ma anche dalle stesse reazioni dei coetanei, e dall’effetto di ritorno che queste producono sulle abilità e i sentimenti del bambino rifiutato.

Ad esempio Mattia spesso ha dei comportamenti impulsivi e immaturi che portano i compagni ad allontanarlo o rimproverarlo. A queste risposte reagisce in modo ancora più arrogante per attirare l’attenzione e così facendo induce i compagni a cercare di evitarlo ancora di più.

Anche gli insegnanti a volte non riescono a sottrarsi a questi circoli viziosi e possono involontariamente favorire il perpetuarsi di comportamenti inadeguati alimentando l’escalation delle interazioni negative tra compagni. Se i compagni avvertono che l’insegnante “autorizza” atteggiamenti e comportamenti negativi verso alcuni bambini problematici, spesso cominciano a trattarli peggio.

Sono però proprio gli insegnanti che possono essere fondamentali promotori della competenza sociale nei bambini, ad esempio attraverso attività scolastiche che utilizzano l’apprendimento cooperativo, il riconoscimento delle emozioni, la creazione di opportunità sociali per tutti e un atteggiamento di ascolto e comprensione dei bisogni.

Ovviamente anche i genitori svolgono un ruolo importantissimo per uno sviluppo sociale positivo dei loro figli, ad esempio creando occasioni per interazioni positive, essendo disponibili e sensibili nei confronti dei loro bisogni e facilitando la capacità di parlare di sentimenti e relazioni. I genitori inoltre, vigilando con sensibilità sulle interazioni tra pari e parlando con i figli delle strategie per gestire i problemi interpersonali che incontrano, diventano dei veri e propri “allenatori” della competenza sociale.

Lo psicologo può affiancare e sostenere il bambino rifiutato e la sua famiglia attraverso un intervento individuale o in piccolo gruppo, volto ad affrontare il disagio e a potenziare risorse e abilità sociali ed emotive.

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