"L’intervento psicologico con il bambino e l’adolescente… un percorso da costruire insieme”

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ANSIA E ADOLESCENZA

ansia in adolescenzaTutti quanti a volte siamo ansiosi e l’ansia può avere la sua utilità.

Un livello d’ansia relativamente elevato, ad esempio, può essere utile in certe situazioni, come un esame o una gara sportiva. In presenza di pericoli, l’ansia diventa addirittura una reazione adattiva che ci permette di fronteggiarli meglio. Soffrire di un disturbo d’ansia non significa essere semplicemente troppo ansiosi, infatti le persone che hanno questi problemi provano un’ansia pervasiva che provoca gravi interferenze nella vita quotidiana.

Un disturbo frequente in adolescenza (ma anche nell’infanzia) è la fobia sociale, caratterizzata da una paura marcata e persistente riguardante le situazioni sociali che possono creare imbarazzo (ad esempio parlare con i compagni e gli insegnanti, mangiare davanti ad altre persone…). L’ansia porta a evitare le situazioni temute e in età evolutiva questo significa spesso che il ragazzo rifiuta di andare a scuola e si isola in casa. I ragazzi con questo disturbo hanno paura di sembrare stupidi, di non essere all’altezza del gruppo, di arrossire, di fare brutta figura.

In adolescenza può svilupparsi anche il disturbo d’ansia generalizzato, in cui la persona prova forte ansia per la maggior parte del tempo, forte apprensione, preoccupazione e aspettativa del peggio, anche in assenza di situazioni specifiche. Inoltre possono essere presenti irrequietezza, tensione muscolare, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione e problemi del sonno.

Anche se la presenza di veri e propri disturbi d’ansia è comunque relativamente poco frequente, in adolescenza possono manifestarsi alcuni sintomi d’ansia più o meno gravi che richiedono attenzione e che possono preoccupare i familiari. Ad esempio i ragazzi riportano di sentirsi in ansia rispetto al proprio aspetto fisico, si preoccupano molto del giudizio dei compagni, manifestano sintomi psico-somatici come mal di testa, possono avere problemi del sonno ed agitarsi molto quando devono venire valutati a scuola. Molto spesso questi episodi fanno parte del normale processo di crescita e se ripensiamo alla nostra adolescenza, sicuramente ne ritroveremo alcuni.

Cosa può fare lo psicologo?

Quando ci sembra che la situazione sia grave e ancora di più quando l’adolescente manifesta di provare un disagio per l’ansia che prova, è necessario chiedere aiuto ad un professionista come lo psicologo, che valuterà se siamo in presenza di un disturbo.

Per intervenire sull’ansia, anche quando non è presente un disturbo ma la persona prova comunque un disagio e vorrebbe stare meglio, possono essere utilizzate delle tecniche che aiutino a tenere sotto controllo e a gestire le risposte fisiche (battito cardiaco, tensione muscolare, senso di soffocamento…), come ad esempio il rilassamento.

Lo psicologo può insegnare queste tecniche e può anche supportare il ragazzo a riconoscere e modificare i pensieri che generano ansia (“se provo anche solo a parlare con un compagno, sicuramente mi sentirò male e arrossirò”), a incrementare le sue abilità sociali e ad acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni.

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